Che giornata a Vallelunga: Drive Me!

Un amico conosce i tuoi punti deboli. E così un amico mi ha costretto a prendere un giorno di ferie per raggiungerlo in pista a mettere in piedi un progetto, a mio avviso, bellissimo. Non vi svelerò certo il progetto, anche se vi dico che auguro a Cosimo Solazzo di vincere questa scommessa perché lo merita. Mi limito a dirvi che si parla di guida sicura.
Vengo consegnato alle cure dei coach del centro di guida sicura di Vallelunga, Paola e Andrea, e di una guest star, il pilota di rally Tobia Cavallini.
Tra me e me penso, sinceramente, di poter eccellere in questa giornata. Lo penso nel viaggio verso l'autodromo e lo penso vedendo le auto che userò nelle varie prove (Toyota Auris ibride, tra l'altro auto che scopro essere eccezionali). Lo penso anche sognando un finale epico: nessuno me lo ha detto ma in fondo al cuore spero di poter girare in autodromo con una vettura sportiva.
Mi portano al centro di guida sicura, dove mi accorgo di una serie di piste costruite appositamente per alcuni esercizi. C'è il controllo della sbandata, l'aquaplaning, la frenata di emergenza con superamento dell'ostacolo, la frenata differenziata, il controllo di curva e tanti altri nomi altrettanto inquietanti. Io però li trovo rassicuranti e mi lancio nella prima prova con fare quasi spocchioso.
D-E-M-O-L-I-T-O
Ecco il titolo per il primo giro nell'anfiteatro dedito al controllo della sbandata. Mi trovo a roteare su me stesso nell'impotenza più totale, col cervello in stand-by e le mani per aria. Improvvisamente penso alla vita reale, penso alla strada, penso a quando sono in giro con figli a bordo e magari amici dei figli.
Ascolto, mi concentro, svuoto la mente: ci vogliono altre due prove prima che io mi comporti dignitosamente. Poi capisco e alla fine mi sintonizzo sulla lunghezza d'onda giusta: in 1 ora ho imparato forse più che in dieci anni di patente.
Avanti alla seconda prova: me la descrivono e la considero una passeggiata di salute rispetto alla prima. E poi è una cosa normale, che mi sarà capitata un paio di volte là fuori.
U-M-I-L-I-A-T-O
ABS o senza ABS, la solfa non cambia. Questa maledetta frenata di emergenza con superamento dell'ostacolo mi porta cinque volte cinque contro l'ostacolo. Torno ad un mindset di disperazione e sconforto.
Quando devo cimentarmi nello slalom, non potrei avere le orecchie più basse. Ma questo va abbastanza liscio e capisco che si tratta di un distensivo prima della prossima prova: il percorso è già spaventoso... una discesona in resina, oltre tutto inondata d'acqua. Vedo il coach, Andrea, girarsi due volte nel giro dimostrativo. Il cuore batte forte.
A bordo con me c'è Paola: al primo colpo mi giro clamorosamente. Ma poi una, due, tre: riesco a tenere questa macchina senza controlli elettronici, sono orgoglioso, ho fatto una cosa difficile... La soddisfazione sfuma subito: stessa pista e controllo di curva... qui emergono i fantasmi di un incidente fatto al curvone di via Legnano all'Arena di Milano. Non riesco ad attivare il cervello, l'amigdala mi costringe a sbagliare quattro, cinque volte. Alla fine, tirato per i capelli da una coach urlante, riesco ad uscirne ma davvero per miracolo.
Saranno passate già otto ore. In mezzo tante belle persone, sorrisi, aneddoti, foto, selfie, telecamere e motori.
Con me c'è sempre Valentina: è lì per ascoltare le mie impressioni, raccogliere i miei feedback, annotare le mie ansie...



Arriva il momento dei giudizi (prenderò la sufficienza, ma partivo da una gravemente insufficiente!) e il momento del premio. Il mio sogno si avvera: c'è una supercar che mi aspetta. C'è una Maserati GT.


Raccontarvi Vallelunga a bordo di questa vettura è pressoché impossibile. C'è il motore che urla. C'è un assetto tipo binari del treno. C'è una potenza che, per una vettura di serie, mette i brividi. Ricordo il tornantino, con quella scalata brusca e le gomme fumanti. C'è quella esse da fare in pieno, in salita, che ti attacca al sedile. C'è la voglia di farlo, e rifarlo, cinquanta volte... e ad avere un cronometro poi!

Alle ore 20.00 abbiamo finito, archiviando una giornata che resterà a lungo nella memoria. Un grande regista ed un grande cast... non potranno che farcela! Ciao Drive Me!


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