Lo schiaffo al mercato e l'abilità camaleontica dei pirati

La notizia del giorno è sulla bocca di (quasi) tutti: il Governo avrebbe deciso l'aumento del PREU, ovvero una misura che interviene drasticamente sul già bistrattato mercato delle slot.
Sapete qual è il problema? Che la misura intaccherebbe il payout di queste macchine: in sostanza, meno soldi per i clienti. L'assioma per il quale il cliente stupido non se ne accorge vale ancora per questo mercato? Con la diabolica infiltrazione di totem collegati a siti .com che emulano in tutto e per tutto le slot "legali", che diventano purtroppo illegali per molte amministrazioni pubbliche alle quali dovremmo somministrare più diottrie per riconoscere che esiste un problema di proliferazione del mercato illegale, la risposta è "NO". Il cliente si accorgerà presto che queste macchine demoniache saranno diventate meno generose ed inizierà a guardarsi intorno. E, intorno, c'è grigio ovunque.
Nonostante le mille parole spese a riguardo, siamo ancora il Paese in cui spuntano come funghi i movimenti #NoSlot, dove si diffondono le mode (politiche e giornalistiche) di aggressività contro il comparto. Siamo il Paese in cui, addirittura, chi conduce un business grigio sciopera e scende in piazza... e dove non si è mai vista una mobilitazione del popolo della "legalità" contro il business non regolato. Una macchina che sottrae gettito e risorse alla filiera legale. In fondo, nonostante ci sia un mercato regolato, controllato ed imitato a livello internazionale, è più facile attaccarlo e sognarne l'epilogo piuttosto che pensare, con un minimo di lungimiranza, che la domanda è forte e sarà assecondata, ad ogni costo. In assenza di prodotto legale, sarà il prodotto illegale a trionfare. E torneremo agli anni '80. Nostalgicamente.
Non posso che evidenziare come questa situazione sia lo specchio di una cultura politico economica che tende inesorabilmente al collettivismo... o per dirla alla nordica, tende al Socialismo Reale. Molti di voi ne saranno orgogliosi, ma la storia vi darà torto. Liberali? Dove sono? Mostratemene uno. Sento leader politici in piazza o in tv sbandierare l'esigenza di PIU' STATO come se lo Stato potesse rispondere a tutto. Questa risposta è la chimera, il virus che si propaga offuscando il ragionamento di troppe persone. Questo Stato, che certo siamo noi (ma noi chi?), è in grado di riportare equilibrio laddove c'è caos, è in grado di riportare ricchezza laddove c'è miseria, è in grado di riportare relazione laddove c'è ostilità. Vero? Ma di cosa stiamo parlando? Non è forse il mercato a fare tutto ciò? Mercato R E G O L A T O ovviamente. Ma sempre mercato.
Purtroppo chi frequenta questo ambiente da tre lustri sa che lo Stato ha più volte tentato di infierire e poi è dovuto tornare sui suoi passi, aprendo al cambiamento. Il motivo è semplice: il cambiamento era la sola via per proteggere il gettito che sembra essere, in ultima analisi, l'unico aspetto di interesse "pubblico". E non mi si venga a dire che interessa in primis il consumatore in quanto tale, perché se davvero volessimo intervenire sul tema del gioco responsabile è proprio nel mercato grigio che dovremmo andare a rovistare, cercando gli angoli bui in cui si annidano i giocatori problematici.
Caro Governo, pur sapendo che sei in difficoltà e che i soldi non bastano mai, stai dimostrando che non c'è approccio liberale nelle tue scelte. E stai dimostrando che l'ipotesi di racimolare qualche milione in più di tasse ti ha condizionato a tal punto da accettare che questo mercato grigio, che già vale più di quello legale, si espanda ancora. Alla faccia della sicurezza, della legalità, della misura.


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